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mercoledì 18 settembre 2019

INTERVISTA: Oscar Serra e Jessica Inghilterra


PH:  Mario Genovesi


Oscar e Jessica siete i Direttori Artistici della Top Out Dance School, la vostra carriera di ballerini, coreografi e insegnanti inizia 15 anni fa, poi nel 2016 aprite la vostra scuola di danza. Prima di parlare della vostra scuola vorrei fare sapere qualcosa di più su voi .

Dove e quando siete nati?

Oscar : io sono nato a Milano il 29 giugno 1982

Jessica: io sono nata a Monza il 23 settembre 1991

Foto concessa da Oscar Serra

Quando avete scoperto la passione per la danza?

Oscar : sin da piccolo mi piaceva ballare, quando andavo in discoteca a differenza dei miei amici notavo che non riuscivo a stare fermo, continuavo a ballare e a ricercare movimenti diversi. Poi a 20 anni ho iniziato con degli amici che ballavano a fare breakdance in strada e poco dopo ho frequentato le prime lezioni di hip hop in una scuola di danza .

Jessica: io da piccolina avevo iniziato danza classica a 4 anni, ma verso i 12 anni ho preso più consapevolezza e mi sono resa conto che avrei voluto continuare a fare questo nella vita. 

Foto concessa da Jessica Inghilterra


Che percorso formativo avete affrontato?

Oscar : Dopo il primo intenso anno di studio ho frequentato l’accademia Cruisin’ e successivamente frequento periodi di studi anche a Parigi presso la Juste Debout School e lo Studio Harmonique.
Jessica: io fino a 14 anni ho studiato nella scuola di danza nel mio paese, poi dopo un’audizione sono entrata in un’accademia di Milano il Mas e mi sono diplomata. Durante il mio percorso formativo non ho mai smesso di studiare, di fare stage e di aggiornarmi.

Come vi siete conosciuti?

Oscar e Jessica : Ci siamo conosciuti perché lavoravamo entrambi nella stessa scuola di danza come insegnanti. Per i primi 3 anni non ci siamo considerati molto avevamo due vite diverse ed entrambi non avremmo mai pensato che potesse nascere qualcosa tra di noi. Ma quando un giorno ci siamo fermati e abbiamo per la prima volta parlato di noi uno difronte all’altra abbiamo capito che qualcosa era cambiato e così da lì a poco ci siamo innamorati.

La vostra carriera artista è iniziata contemporaneamente?

Oscar e Jessica: no, diciamo che non è iniziata contemporaneamente ci siamo incontrati e arriviamo da due strade completamente diverse; diciamo che abbiamo poi unito la nostra passione, le nostre conoscenze per aprire insieme nel 2016 la nostra scuola di danza Top Out Dance School.

Oscar e Jessica il vostro è solo un legame artistico lavorativo?


Oscar e Jessica : come avrete capito nelle risposte alle domande precedenti siamo compagni di vita e di lavoro, tanti ci chiedono come facciamo a fare conciliare entrambe le cose ma quando alla base c’è un’ amore solido si può fare tutto. 


Foto concessa da Jessica Inghilterra


Vorreste costruire una famiglia?

Oscar e Jessica: si questo è il nostro intento, ora abbiamo messo basi per la scuola a breve prenderemo una casa e chissà magari più avanti arriverà anche qualche bambino.

Foto concessa da Oscar Serra


Quali le coreografie che vi sono rimaste nel cuore.

Oscar: Quella con il mio amico Tha Mark, anche lui grande ballerino di hip hop ed experimental, poi una coreografia con Christian Fagetti ora uno dei ballerini della Scala di Milano, pezzo dedicato in ricordo della direttrice di una scuola per cui lavoravo che ci aveva lasciato da poco, Marina è stato davvero emozionante ed infine “È PRIMAVERAMORE” dei Matia Bazar in cui ho ballato con Jessica

Jessica: Sicuramente due coreografie che ho fatto per un gruppo di mie allieve a cui insegno ora mai da 4 anni, loro sono state il mio nuovo inizio alla Top Out dopo tante delusioni. È un gruppo meraviglioso e con loro mi sento sempre libera di coreografare le mie idee più nascoste e quelle cose che ho sempre voluto fare, la prima è stata “Il Viaggio” è stata la prima volta che mi sono emozionata guardando un mio gruppo per noi è stato un viaggio nel vero senso della parola quello che abbiamo iniziato insieme e stiamo continuando a vivere e la seconda una coreografia con un telo dell’ultimo saggio molto particolare. Poi anche per me “È PRIMAVERAMORE” è un pezzo che mi è entrato nel cuore e che ci rappresenta a pieno



Parlatemi della Top Out Dance School.


Oscar e Jessica: la Top Out nasce nel settembre 2016 a Milano, all’inizio un po’ intimoriti e spaventati ma ci siamo subito rimboccati le maniche per cercare di fare tutto al meglio. Da subito si sono presentaste difronte a noi numerose opportunità di lavoro per noi e per i nostri allievi tra cui: tour promozionale per la serie tv Maggie & Bianca, coreografie durante la finale FIP di basket, Oscar ha coreografato per il video del rapper Mecna, dei nostri allievi hanno partecipato a due pubblicità per Geox e per il Canta Tu, partecipazione a Striscia la Notizia, Rai uno per la trasmissione Fan caraoke con Alvaro Soler e molto altro. 
Oltre all’hip hop insegnato da Oscar e danza classica e moderna che fa Jessica abbiamo scelto un team di insegnanti professionisti per altre discipline come Country, breakdance, videodance, popping, danza del ventre, pilates. 






Progetti futuri

Oscar e Jessica: Top Out vuol dire raggiungere il massimo questo è quello che vogliamo raggiungere per noi e per i nostri allievi. Ci impegnamo sempre al massimo per far sì che questo accada. Speriamo che i prossimi anni ci portino sempre grandi opportunità per noi e per loro. 

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mercoledì 11 settembre 2019

INTERVISTA: Simone Della Ceca un talento indelebile


PH :Simone Della Ceca

Simone leggo che sei nato a Macerata il 7 Maggio 2001, frequenti il liceo scientifico. Quanto sei legato alla tua terra di origine? Per ragioni lavorative vivresti altrove?

“Io sono molto legato alla mia terra di origine, le Marche sono una regione con molte tradizioni sentite dalla popolazione  ma è anche molto chiusa e non offre molto ai giovani per cui  sarei disposto a trasferirmi in altre città o anche all’estero per avere più possibilità di carriera."

Hai preferenza per una città italiana o estera in cui andresti a vivere?

“Personalmente vorrei vivere in Inghilterra in specifico a Londra, perché amo la lingua inglese che studio e utilizzo anche per il canto.”

Hai iniziato lezioni di canto sette anni fa quindi da giovanissimo, hai capito subito che la musica era il tuo futuro?

“La musica è sempre stata la mia più grande passione, avevo una buona musicalità e un buon orecchio musicale. Queste caratteristiche sono state notate dalla famiglia, dagli amici e dagli insegnanti che mi hanno sostenuto e incentivato a coltivare questa passione. Ora sono seguito da un vocal coach Massimo Guidi  dell’Accademia Della Voce Del Freo Guidi vocal studio scuola di canto moderno, che mi sta preparando per partecipare a diversi eventi e talent.”

Sei cantautore e interprete, hai preferenza per uno di questi orientamenti?

“Diciamo che preferisco interpretare canzoni di altri reinterpretandole per farle mie. Ho anche scritto personalmente dei brani come “Indelebile” il mio primo singolo e insieme a Kimono la ragazza che ha partecipato a Sanremo young 2019 abbiamo scritto “Inganno universale” un brano per parlare delle nostre emozioni e per metterci alla prova.”


Il 2015 è un anno intenso, hai partecipato a varie esperienze formative, a Luglio 2015 ti classifichi 2° al Capitello d’oro Monte Rinaldo (FM), sempre in quel mese ricevi il Premio della critica a Faenza per il festival Io canto … e tu?, a Ottobre 2015 partecipi a “Master Vocal Craft” sulle problematiche e potenzialità nella voce cantata tenuto dai maestri Nicola Votino e Daniela Agrumi. Cosa ricordi di queste esperienze?

“Ricordo che sono stati i miei primi concorsi in cui ero giovanissimo e avevo ancora una voce bianca molto potente, per me era tutto un gioco, non avevo paura e cantare mi dava gioia e sicurezza.”

PH :Simone Della Ceca

La tua voce si è modificata nel tempo?

“La mia voce si sta modificando, sono in un periodo di muta e Massimo Guidi mi sta facendo lavorare sulla tecnica per stabilizzarla e capire come diventerà.”

Il 2016 i tuoi impegni si moltiplicano,  in Marzo partecipi a Master Talent scelto dalla coach Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar per far parte del suo team e arrivi alla finalissima a Roma. In Aprile sei 3° classificato e vincitore della borsa di studio rilasciata dalla cantante Cheryl Porter a Cantamonte Monte Marciano (AN). A Novembre partecipi al Talent Biscione d’oro Pescia (PT) finalissima con presidente di giuria Mara Maionchi e  arrivi 9° classificato categ. Big. La partecipazione a questi talent ti ha aiutato per la tua carriera? Ti ha arricchito dal punto di vista formativo? Ti piacerebbe partecipare ad altri talent? Secondo la tua esperienza quale è il giusto modo di affrontare un talent?

“Partecipare a questi talent mi ha aiutato a conoscere molte persone fra cui il mio coach Massimo Guidi che sentendomi mi ha chiamato per iniziare un percorso formativo. Ogni talent mi ha dato l’opportunità di conoscere ed esibirmi davanti ai giudici fra i quali Silvia Mezzanotte, Mara Maionchi, Platinette e molti altri. Grazie alla borsa di studio di Cheryl Porter vinta ad un concorso ho avuto la possibilità di  fare delle lezioni private sotto la sua guida ed è stata un’emozione unica. Mi piacerebbe molto partecipare ad altri talent ma quest’anno frequento il 5 anno del Liceo Scientifico e sono molto impegnato negli studi per finirlo, continuo però le mie lezioni di tecnica con Massimo. Per affrontare un talent è importante essere preparati per emergere nelle potenzialità, bisogna saper affrontare anche i no dei giudici uscendo a testa alta ed essere sempre determinati a continuare, solo così si cresce artisticamente in un mondo che sicuramente non è facile, il mio motto è sempre provarci mai arrendersi e crederci sempre.”

Nel 2017 conosci il produttore Emilio Munda della casa discografica Sugarmusic, come è avvenuto l’incontro?

“L’incontro è stato casuale e fortunato visto che lui sta a pochi chilometri da casa mia, io ero nel coro della chiesa dove lui suonava e sentendomi a creduto subito in me. Da allora è nata una bellissima amicizia e successivamente abbiamo deciso di fare una canzone insieme.”


“Indelebile” è il brano che viene prodotto dalla Sugarmusic, parlami di questo singolo.

“Indelebile” è stato il mio primo singolo scritto da me insieme ad Emilio Munda, è un brano che parla di ricordi che sono per me preziosi essendo legati ad una persona cara scomparsa che era mio nonno, a cui ero profondamente legato e mi manca molto, con questa canzone lui è sempre con me  ovunque vada come “un angelo in volo sopra di me” come ho scritto nel brano.”

PH :Simone Della Ceca

Parlami di “Radiodate”

“Radiodate” è un progetto per promuovere radiofonicamente il brano “Indelebile” fatto uscire il 14 Dicembre 2017 in 55 radio nazionali e locali, a tutt’oggi conta quasi 800 passaggi. Il mio singolo “Indelebile” è stato fatto ascoltare dall’ufficio stampa di Radiodate ed è piaciuto, quindi hanno deciso di farlo entrare nel progetto di promozione inviandolo a tutte le radio. Il mio brano ha avuto un ottimo riscontro pur essendo io un emergente, non mi sarei aspettato questo risultato e ne sono fiero, è stata una grandissima emozione”

Quali sono le tue fonti di ispirazione quando componi brani?

“Le mie fonti di ispirazione sono le esperienze vissute, il mio passato, anche le grandi delusioni e gioie della mia vita. Tutto quello che vivo, che sento e che lascia un segno nella mia vita.”

PH :Simone Della Ceca

Sei stato ospite in vari eventi che cito:
“Ospite su invito come giovane talento alla finale regionale di “Miss Italia 2015” a Pievebovigliana (MC) (agosto 2015)
Ospite su invito come giovane talento a “OSCAR DELLE STELLE”a Polverigi (AN) per premiazione personaggio televisivo dell’anno (Luglio 2016)
Ospite su invito come giovane talento alla serata con partecipanti della trasmissione Amici per raccolta fondi Pro-terremotati (Settembre 2016 - Tolentino)
Partecipazione con inedito “VOLEVI” alla lezione spettacolo sul Femminicidio Teatro G.Verdi Pollenza (gennaio 2017)
Replica spettacolo sul Femminicidio a Roma al teatro carcere REBIBBIA con 2 brani:
inedito VOLEVI e cover “Amore rubato” di Barbarossa - Roma 17 giugno 2017.
Ospite su invito come giovane talento al “OSCAR DELLE STELLE” a Polverigi (AN) per premiazione personaggio televisivo dell’anno (Agosto 2017)
Hai ricordi o aneddoti inerenti queste esperienze?

“Ho dei magnifici ricordi, in questi eventi ho conosciuto artisti illustri ed ho potuto esibirmi davanti a loro ricevendo anche i loro apprezzamenti. Ho ricevuto inviti per partecipare a importanti iniziative di raccolta fondi per le zone terremotate ed essendo problematiche legate alla mia terra i ricordi rimaranno indelebili dentro di me.”

Come stai proseguendo la tua formazione artistico musicale?

“Per ora come ti ho già detto sto perfezionando la tecnica vocale con l’aiuto del Maestro Massimo Guidi per cercare di superare nel migliore modo possibile questo momento delicato di passaggio del cambio voce. Sto aspettando anche l’occasione giusta per provare a partecipare a importanti programmi televisivi come XFactor ed Amici.”

PH :Simone Della Ceca

Cosa pensi dei social, sono utili alla carriera di un artista?

“I social sono molto importanti ma anche pericolosi, in un attimo ti possono dare immensa visibilità e successo e altrettanto velocemente possono portare la tua celebrità nel dimenticatoio e quindi bisogna sempre avere una buona preparazione di base perché oggi c’è anche chi fa uso di simulatori vocali che facilitano coloro che non sono preparati ma nel lungo termine la mancanza di formazione danneggia anche irrimediabilmente la loro carriera.”

Progetti futuri?

“Ci sono molto progetti in lavorazione con il mio insegnante ma al momento non posso parlarne.”

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sabato 7 settembre 2019

INTERVISTA: Fabio Colasante, la sua sensibilità si trasforma in arte


PH Fabio Colasante

Fabio dove e quando sei nato?


"Sono nato a Nocera Inferiore il 27 Febbraio del 1975."

Vivi e lavori tra Milano e Paestum, hai mantenuto un legame con la tua terra di origine?

"Assolutamente si e non manco di tornare quando posso per due motivi: i miei genitori ed i miei amici."

Come riesci a gestire la tua vita familiare e affettiva con le distanze lavorative?

"Ho la fortuna di condividere il mio lavoro di artista con mia moglie, la scultrice Linda Edelhoff."

Leggo che ti sei diplomato presso il Liceo Artistico di Eboli, in seguito hai studiato scultura presso l’Accademia di belle Arti di Napoli sotto la guida del maestro Augusto Perez. Sei un artista poliedrico, pittore, scultore e musicista, con quale arte riesci ad esprimere meglio la tua sensibilità?

"Diciamo che forse non esiste un “meglio” ma un “come”. Credo che ognuna di queste forme espressive nasca dall’esigenza del momento quando non mi viene esplicitamente richiesto dalla committenza."

Cosa ispira le tue creazioni?

"Ovviamente la mia arte è la traduzione pittorica del mondo che mi circonda. Natura, contesto sociale, culturale del presente e del passato e dalle contraddizioni delle stesse. Ma nella maggior parte dei casi la mia pittura si pone in opposizione alla realtà, divenendo una sorta di rifugio da essa e quindi un momento di isolamento volontario, la ricerca di una solitudine meditativa. Spesso volgo lo sguardo ai miti del passato ed il territorio in cui vivo ne è pregno."

PH Fabio Colasante


Leggendo di te trovo questa descrizione :
“La tua arte è la fusione tra simbolismo, surrealismo e neo pop. I tuoi dipinti rimandano alla natura selvaggia, al mondo animale e al mito.  Le tue composizioni non sono mai formali e spesso prive di punti di riferimento di tipo prospettico, spesso il soggetto occupa quasi totalmente se non del tutto lo spazio pittorico che traduce una ricercata rinuncia all’ambientazione, nell’opera il soggetto stesso diviene materia pittorica assoluta.”
Cosa ti affascina dei soggetti che dipingi e perché non ha importanza l’ambientazione intorno al soggetto?

"Preferisco che lo spettatore abbia davanti a se solo ed esclusivamente il soggetto, scevro da ogni forma di “distrazione” e molto spesso, questo mi consente di elaborare e lavorare a “tutta tela”. Cioè il soggetto stesso non è scontornato ma occupa tutta la superficie pittorica attraverso la costruzione delle masse e un forte chiaroscuro, divenendo così una sorta di bassorilievo virtuale."

Sempre riferito alla tua arte leggo ”l’uomo è in primo piano e subisce emotivamente il mondo e la natura.” Nella realtà pensi veramente sia così? Te lo chiedo in relazione alle tematiche ambientali in cui l’uomo modifica drasticamente il pianeta portandolo alla distruzione o meglio dire la distruzione delle giuste condizioni di vita per l’umanità .

"Davanti a certi paesaggi incontaminati o comunque alla cruda natura selvaggia chiunque di noi rimane affascinato, spiazzato e molto spesso spaventato. Credo fortemente che il progresso ci abbia in qualche modo resi più distanti dall’ecosistema. La ricerca del benessere a tutti costi ha spianato la strada a forme decisamente “incompatibili” con gli equilibri naturali."

PH Fabio Colasante


 
Le tue opere trattano il tema della solitudine in senso molto ampio che fa riflettere sulla crisi di valori che porta ad una solitudine sociale che si riflette nelle giovani generazioni. Questo tema tocca profondamente la tua sensibilità e si vede anche nell’opera dedicata a Mia Martini, un ritratto intenso e malinconico proprio come il suo carattere.

"Credo che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, abbia sentito la necessità di starsene da solo, per trovare ristoro nella meditazione, nella preghiera per chi è credente, o per una semplice forma di riposo. In questo caso penso sia una solitudine ricercata e quindi costruttiva. Ma quando parlo di solitudine sociale allora alludo a fenomeni contemporanei che comprendono tutte le forme di sopraffazione, esclusione e discriminazione."

PH Fabio Colasante


Cosa ti ha spinto a dipingere Mimì?

"Ritrarre Mimì, per me, è stata una sfida non da poco. Già nella fase di studio ho sentito una pesante responsabilità, perché ritrarre questo iconico personaggio della storia della musica italiana non è stato per me riprodurre banalmente i suoi tratti fisiognomici, ma la mia intenzione era di cercare di intercettare, decifrare e raccontare un vissuto. E quello di Mimì è un vissuto fatto di grandi successi si,  ma ad un costo enorme…estremo, e che possa e che debba essere raccontato a queste e alle prossime generazioni per non tacere mai su tematiche sensibili come Cyber bullismo, mobbing, esclusione sociale, discriminazione e isolamento."

Perché ami particolarmente i ritratti di grandi dimensioni?

"Fondamentalmente per la mia necessità di avere un contatto “fisico” con la materia e lo spazio pittorico."
 
Quali tecniche pittoriche prediligi?

"Ultimamente sto usando “sporcare” con polvere di carbone le mie tele per poi cercare nel disordine di questa materia nera la disciplina di una forma. Solo successivamente ricorro al colore sotto forma di Gouache." 

Vedi foto:
Tela "Oblò" dimensioni 1,70x1,50 m del 2018, tecnica Gouache su polvere di carbone. 
Tela "Angels" dimensioni 2,2x1,7 m del 2018, tecnica Gouache su polvere di carbone.

PH Fabio Colasante  titolo opera "Oblò"


PH Fabio Colasante titolo opera "Angels"


Attualmente ti dedichi anche alle altre arti? Scultura e musica in quale misura fanno parte dei tuoi progetti futuri?

"Ho accantonato ma solo momentaneamente, la scultura perché sto cercando materiali alternativi a quelli classici. Per quanto riguarda invece la musica ho in cantiere un progetto di musica elettronica e cantautorale."

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giovedì 29 agosto 2019

INTERVISTA: Alessio Ivan cantautore una vita fra professione e musica



PH concesse da Alessio Ivan


Alessio Ivan è un nome d’arte?

"Non è un nome d'arte ma il mio vero nome, Ivan è il mio secondo nome."

Dove e quando sei nato?

"Sono nato ad Angera in provincia di Varese il 2 gennaio 1975."


Quando è iniziata la passione per la  musica?

"Il mio interesse per la musica è iniziato già in età preadolescenziale, a 13 anni già conducevo un programma radiofonico in una piccola emittente locale con un mio amico e a 17 anni abbiamo formato la prima band ed è iniziato tutto il mio percorso."

Che tipo di formazione artistico musicale hai fatto o stai facendo?

"Ho iniziato da bambino con le lezioni di chitarra e quando poi abbiamo formato una band io sono diventato chitarrista anche se la mia indole era già allora più rivolta verso il cantautorato. Da quando ho ripreso a fare musica sto dedicandomi al canto ed ho un vocal coach che mi segue da tre anni, ho sempre cantato ed ero abbastanza intonato, ma per fare dischi ed esibirmi in live è importante apprendere una tecnica." 

PH concesse da Alessio Ivan


Sei cantautore, chitarrista, hai formato diverse band musicali , poi ti sei fermato iniziando a fare l’attività di Consulente del lavoro , perché questa decisione di abbandonare la musica? Quanti anni sei stato inattivo musicalmente parlando prima di iniziare nuovamente il cammino?

Cosa o chi ti ha spinto a riprendere la carriera musicale?


"L'esigenza di scrivere brani è maturata subito a 17 anni e a 20 anni avevo già un repertorio di 30 inediti, questo mi aveva spinto a considerare la musica non come un hobby giovanile ma come un possibile lavoro da intraprendere con impegno. Ho smesso di fare musica perchè non ero riuscito ad entrare nel giusto giro per proporre i miei brani e quindi non potevo vivere di musica, per cui mi sono laureato in Scienze Politiche ed ho fatto praticantato e dopo l'esame di stato per iscrizione all'albo ho iniziato a lavorare come Consulente del lavoro che tutt'ora faccio. Il mio percorso professionale mi ha tenuto lontano dalla musica per circa 15 anni, ma la passione che c'è sempre stata è riaffiorata e mi ha spinto a ritentare ispirato anche dalla nascita di mia figlia Viola, e dalla facilità che ora c'è nel poter proporre i propri brani anche senza etichette discografiche e poterli far sentire a costi molto accessibili con i social media potendo anche utilizzare video su You Tube."

PH concesse da Alessio Ivan

Hai inciso un album “Viola” come il nome di tua figlia , quando sei diventato padre? La paternità si può dire che abbia arricchito la tua vita?Parlami dell’album “Viola”

"Sono diventato papà nel 2010 e mi ha cambiato la vita, sicuramente è stato un arricchimento emozionale, come ti ho accennato prima la nascita di mia figlia è stato un ulteriore incentivo che mi ha spinto a riprendere il percorso musicale e dare il suo nome al titolo del mio disco"Viola". Il produrre un mio disco è far conoscere a lei una mia parte artistica che altrimenti non sarebbe emersa, può rappresentare per lei un esempio di vita. Viola è anche un colore composto che nasce dalla fusione del rosso e del bleu, rosso della forza e dell'energia, il bleu della malinconia, quindi un colore che riassume le mie caratteristiche caratteriali."

PH concesse da Alessio Ivan



Hai partecipato arrivando in finale al  Varigotti Festival – premio nazionale per la canzone d’autore emergente, con il brano “Vienimi a salvare”. Questa esperienza cosa ti ha lasciato artisticamente ed emotivamente?

"Una esperienza che mi ha lasciato un ottimo ricordo, un concorso serio che mi ha stupito, un festival che è arrivato già quasi alla decima edizione puntando su giovani emergenti cantautori, mi ha dato coraggio perchè con il mio brano sono arrivato in finale e successivamente ho partecipato nuovamente arrivando alle semifinali. Grazie a questo festival ho deciso di continuare il mio percorso musicale."



“Freddissima anima” è un brano estratto dall’album “Viola” di cui hai realizzato il video . Parlami dei video?

"Freddissima anima " è il 4 brano con video che ho fatto ed è in preparazione il quinto video che uscirà penso a settembre "Questi miei limiti" è il titolo, video di cui mi sono occupato personalmente. Avrei pensato di realizzare un video per ogni brano dell'album per valorizzare ogni pezzo che per me ha un grande significato, forse non riuscirò a farli tutti e nove ma sei sono realizzabili, compatibilmente con il tempo che mi serve per lavorare al mio nuovo album."

Dove trai ispirazione per comporre i tuoi brani?

" L'ispirazione nasce da una melodia, da un testo, ma anche da situazioni reali che vivo quotidianamente, a volte ho bisogno di tranquillità per comporre mentre altre volte anche la rabbia può essere fonte di ispirazione. Il mio primo album era più introspettivo nasceva da sentimenti molto personali, mentre il nuovo album è un pò più "cattivo"analizza e si ispira più a temi politici e sociali. Mi guardo intorno e vedo ciò che non mi piace."

Ci sono artisti Italiani o Internazionali a cui ti ispiri con cui ti piacerebbe collaborare, duettare?

"Domanda difficile, i miei gusti sono ampi si va dal grande rock dei Gances roses, Metallica, U2, poi nel cantautorato italiano mi piace Franco Battiato uno che ascolto con grande attenzione, innovativo a cui cerco di ispirarmi ricercando arrangiamenti un pò speciali, non deve mancare l'elettronica, la chitarra fatta bene, devono essere particolari."

Cosa pensi dei talent? Parteciperesti? 

"Penso che i guai della musica italiana nascono anche da li, un tempo li guardavo, ma non ci parteciperei per una questione di età e non avrebbe senso, poi un cantautore non è valorizzato, si preferiscono cantanti interpreti a cui puoi far cantare tutto. Penso sia meglio crearsi un pubblico proprio facendosi ascoltare anche con i social."

PH concesse da Alessio Ivan

Cosa pensi dei social ? Quali utilizzi e perché. Sono realmente utili alla carriera di un’artista?

"I social sono utilissimi, il pubblico passa da li e ci devi essere, è un problema di tempi stare sempre sui social e se utilizzati bene sono indispensabili, una vetrina sul mondo. Personalmente sono su Facebook e instagram, ma utilizzo molto un gruppo Facebook che ho creato."

Progetti futuri?

"Sicuramente mi interessano esibizioni live, ho anche scritto un articolo sulla difficoltà che gli artisti hanno ad esibirsi e far ascoltare la propria musica."
Trovate articolo qui
" Vorrei cantare i miei brani anche se è difficile trovare locali che ti facciano esibire con il solo repertorio inedito. Sto pensando a delle serate acustiche chitarra e voce perchè è difficile trovare strumentisti che accettino di esibirsi su un repertorio di inediti."

Trovate Alessio Ivan sui suoi social :

Facebook gruppo




martedì 27 agosto 2019

INTERVISTA: Cristiano Turato una carriera fondata sull’esperienza



Cristiano sei un cantante e cantautore. Nasci il 7 maggio 1973 a Padova. Leggo che a soli 14 anni hai scritto il tuo primo brano e ad oggi sono quasi 200 i brani scritti, cosa ti ispira nel comporre? Come utilizzerai tutto questo materiale che hai creato?

“La mia ispirazione principale è data dalle varie esperienze che ho fatto, già a 14 anni ero un ragazzino estroverso e indipendente, all’epoca ero un grosso problema per i miei retaggi familiari e di paese, ero consapevole che volevo vivere tutte le realtà che mi circondavano, per cui frequentavo la piazza della Chiesa e gli amici del bar, ero aperto al mondo e volevo capire. Le esperienze e le emozioni che ne derivavano mi servivano per crescere e poter scrivere ed erano la mia fonte di ispirazione. Una esperienza che ricordo ancora con emozione quando mi trovavo a Rimini presso l’associazione Papa Giovanni
come volontario, ci occupavamo di togliere dalla strada le prostitute e persone con varie problematiche, ricordo che una sera parlai con una donna Nigeriana di nome Madaleine e il suo racconto è divenuto fonte di ispirazione per un mio testo. La mia voglia di scoprire e capire il mondo continua ad essere la mia fonte di ispirazione. Nei miei testi cerco sempre di esporre la verità di una situazione che ho vissuto anche se ovviamente una verità filtrata dalle mie emozioni. Il materiale prodotto in tanti anni è stato utilizzato in parte anche per
due dischi con i Nomadi, parlo dei brani “Ancora ci sei” “Tarassaco” “Apparenze”
“Addormentato ma non troppo” “Non c’è tempo da perdere” e altri che ora non ricordo.
Attualmente sto lavorando come autore all’estero e sono nate delle collaborazioni che sto portando ancora avanti, quindi è nata “Atlantide” dalla collaborazione con Thunder Label che continuerà anche in Italia.
In Italia mi dispiace dover dire che il futuro per un artista con esperienza ma anche alle prime armi è negato e questo vale anche per altri settori non musicali, siamo e sono costretto a guardare oltre i confini Nazionali per proporre le proprie professionalità.
Un vero peccato perché l’Italia ha delle enormi potenzialità, ovviamente a livello artistico, paesaggistico e culturale, ma anche a livello di capacità professionali.”

Leggo in una delle interviste rilasciate che hai studiato canto e chitarra, poi il pianoforte, il basso elettrico e ti interessa l’armonia. Ti sei dedicato alla computermusic e al mondo dei sintetizzatori analogici. L’incontro con Alberto Roveroni ti ha permesso di fare esperienza come assistente di studio e arrangiatore, cercando di carpire i segreti della registrazione Che formazione aristico musicale hai seguito, un percorso scolastico o da autodidatta?

“La mia formazione ha avuto un percorso sia scolastico che da autodidatta. Ho studiato per dieci anni in una accademia dove mi sono concentrato soprattutto sul canto, studiando canto Jazz, Pop, Rock e parallelamente ho approfondito da autodidatta facendo concerti e varie esperienze musicali. A Roma al Conservatorio di Santa Cecilia ho studiato Armonia e canto Armonico.”

Chiedo spiegazioni sul corso di Armonia e mi spiega che:

“Il corso mi ha permesso di capire come si sviluppa la musica all’interno di un repertorio che può essere di vario genere musicale e capire come nasce e si evolve una composizione, si può paragonare allo sviluppo di un tema in cui al posto delle parole ci sono le note e su quelle note che hanno una melodia si appoggiano degli accordi, gli accordi sono strutture di tre note o più che danno l’armonia e il senso della via compositiva, ogni genere musicale ha una propria via, lo sviluppo dell’armonia e del testo rendono riconoscibile ed unico un’artista.”



Quando hai deciso che la musica sarebbe stata il tuo lavoro, la tua vita?

“Dalla maggiore età ho iniziato a suonare molto nei locali e a fare esperienza in qualche studio di registrazione contemporaneamente lavoravo con mio padre come responsabile in un ufficio tecnico e la sera mi esibivo, per dieci anni ho fatto questo tipo di vita, poi nel 1998/99 ho deciso di dedicarmi solo alla musica ed ho aperto la mia partita IVA un po’ contro il parere di tutti, ma sentivo che era la decisione giusta per me.”

Parlami dei Madaleine

“Madeleine è nata come un testo che poi è stato musicato ed in seguito nel 2002/03 è divenuto un progetto acustico rock, eravamo un trio che aveva pianoforte, sintetizzatori ed io alla chitarra e voce e si faceva un repertorio di miei pezzi, raramente ho fatto pezzi altrui, anche a 16 anni ricordo un concerto del 31 Dicembre nel centro parrocchiale dove pur avendo pochi inediti li ho comunque proposti, in seguito a 18 anni nelle mie esibizioni nei pub veneti più della metà del repertorio erano miei brani inediti. Ci siamo rivisti recentemente con i componenti del gruppo esibendoci in un concerto in teatro ed è stata
una bella esperienza. I Madaleine hanno avuto uno sviluppo dal rock all’acustico
elettronico al rock elettronico e poi al pop elettronico. La mia influenza con i sintetizzatori è sempre rimasta, amo le sonorità elettroniche e dei connotati elettro si ritrovano anche nell’ultimo mio brano “Atlantide” anche se un po’ nascosti. Ho una simpatia che dura da almeno 10 anni per la musica elettronica e ascolto con piacere Peter Gabriel e Depeche mode, in Italia i Subsonica i vecchi Blu Vertigo, i Negrita questi ultimi visti in concerto recentemente con mio figlio Francesco.”



I Madaleine sono stati il tuo esordio?

“No, è stata una band che si è sviluppata nel tempo e dal 2006 al 2010 era formata da 4 componenti, abbiamo girato tutta l’Italia e siamo arrivati quasi a firmare un contratto molto importante ma poi alcuni avvenimenti non ci hanno permesso di poter continuare con questa formazione. Il 2011 è stato un anno nero, dopo tanta fatica è stata dura vedere svanire un’opportunità importante e alla fine del 2011 sono andato a fare un viaggio per capire come procedere nella mia vita. Poi mi hanno chiamato i Nomadi grazie ad un amico fonico, che seguiva i Madaleine e che aveva consegnato un nostro CD nelle mani del
chitarrista del gruppo, da lì sono arrivati i provini e dato che il cantante stava uscendo dalla band sono stato preso e nel 2012 è iniziata l’esperienza con loro in un mondo che non conoscevo.”

Raccontami de Ivideo

"Durante l’esperienza con i Nomadi, nel 2014 ho realizzato un disco di pop elettronic o daltitolo “Quando sogno sparisco" pubblicato come Ivideo, insieme al mio amico Alberto Roveroni produttore padovano che ora lavora e vive a Milano. Il disco a cui sono legatissimo è una specie di allenamento alla musica senza tenere conto degli standard musicali imposti dalle radio, ci siamo divertiti a suonare ciò che ci piaceva facendo pezzi anche di 6 minuti. Nello stesso periodo anche i Dick Dick stavano uscendo con due dischi uno di inediti e uno di successi e ci hanno affidato “Senza luce” su cui abbiamo costruito una specie di suite musicale di 8 minuti rispettando fedelmente il testo e la melodia, usando l’elettronica a nostro modo e utilizzando tutte le nostre esperienze, è stata una
grandissima soddisfazione.”

Riassumendo la tua carriera hai affrontato diversi generi musicali, con i Madeleine elettro-rock, poi nel 2014 con Alberto Roveroni hai realizzato il progetto popelettronico Ivideo, nel 2016 è uscito il disco “Quando sogno sparisco”, un concentrato di stili, quale il genere che più ti rappresenta o ti è affine? Vorresti sperimentare altri generi?

“Il Pop elettronico è un genere che amo. Come ti ho detto l’esperienza è ciò che mi spinge a scrivere, comporre e sperimentare è una parte importante, ad esempio nel brano “Senza luce” io utilizzo l’Ukulele strumento mai usato in precedenza e che ho imparato a suonare per la voglia di conoscere cose nuove.”




La famiglia è un tassello fondamentale della tua vita, essere un marito e un padre è un valore aggiunto per la tua carriera?

“La famiglia è il centro della mia vita, il nucleo, tutto ciò che è fuori dal centro può sgretolarsi ma quello che non cambia anzi si evolve in meglio è la famiglia, rappresenta la fonte della mia forza, il luogo dove parlo e discuto delle mie scelte e sono sempre condivise con Adriana mia moglie, ed è sempre stato così e sempre lo sarà. Ho due figli maschi uno di 4 anni Gabriel e uno di 11 anni Francesco che mi segue tutte le estati nei miei concerti, ci assomigliamo molto ed ha molti interessi per cui ha imparato a smontare tutta l’attrezzatura mia personale e anche quella del service. Ha deciso di fare Karate e il
percorso di pianoforte per il conservatorio oltre la scuola Media con ottimi risultati, due discipline adatte ad incanalare la grande energia che lo contraddistingue. Suo fratello Gabriel ha un carattere diverso è molto mentale un po’ ingegnere molto preciso.”

Ci sono artisti Italiani o Internazionali che ami ascoltare?

“Oltre a quelli citati precedentemente apprezzo Simone Cristicchi che è un grande autore, i cui testi fanno la differenza rispetto alle liriche moderne in onda nelle radio nazionali. I testi che leggo e sento diffondendo messaggi vuoti sdoganano una non cultura che entra poi nel linguaggio giovanile."

Il pop lirico Italiano ci rappresenta all’estero egregiamente, la musica Italiana di altri generi è esportabile?

“Certamente è esportabile, consiglio agli artisti di andare a cantare in Italiano nei paesi Europei e nel mondo, io lo faccio e con “Atlantide” ho potuto constatarlo”

L'incontro con Francesco Pisana e la Thunder Label ha segnato l’inizio di una carriera anche come produttore, insieme a loro e a Alberto Roveroni hai pubblicato il singolo “Atlantide” uscito il 7 Maggio 2019, sei anche arrangiatore della Warner Germany, un futuro ricco di nuove e promettenti esperienze , me ne vuoi parlare?

“Atlantide” è stata una specie di allenamento e di test per la Label che ha voluto ascoltare tutto ciò che ho fatto in questi anni. Il brano “Atlantide” è stato diffuso in molti paesi esteri, Europa e America riscuotendo molti successi, è disco d’oro fuori dall’Italia. Io e Alberto Roveroni siamo produttori effettivi del brano di cui io ho curato il testo le chitarre i sintetizzatori e Alberto la parte della batteria, drum maschine e qualche parte di sintetizzatore. Ci sarà un video clip che uscirà a settembre in Italia e sancirà un nuovo rapporto professionale di cui non posso parlare, ci saranno molte novità fra cui un tour invernale e molte idee nuove.”



Che opinione hai dei talent? Sono utili per la carriera?

“Sono utilissimi se affrontati nel modo corretto. Sarebbe necessario partecipare ai talent solo con l’obiettivo di fare esperienza l’unica che con il talento è in grado di creare un pensiero che si traduce in un linguaggio e molto altro. Solo la gavetta insegna come rapportarsi con il mondo musicale e il pubblico evitando di fare figuracce che possono anche distruggere la carriera appena iniziata. Il talento deve essere coltivato per evitare di riempirsi del vuoto assoluto che può annientare un artista quando si spengono i riflettori.”

Cosa pensi dei social?

“Si usano anche se sono scettico, social dovrebbe volere dire comunicare e conoscere, invece mi sono reso conto di essere in disaccordo su molte tesi esposte che insegnano un tipo di linguaggio a mio avviso non corretto che porta alla creazione di contenuti offensivi e scadenti. Vedremo in futuro come evolverà il mio rapporto con essi.”